STRAGE DI CANI SENZA PRECEDENTI IN UCRAINA.
Da circa un anno, le autorità ucraine hanno deciso di ripulire le strade da cani e gatti randagi in vista degli Europei di calcio 2012 che si giocheranno in Polonia
e in Ucraina. In particolare le autorità di Kiev e di Lungansk hanno deciso che per dare una nuova immagine alle proprie città, gli animali devono essere uccisi ad ogni prezzo e ad ogni
costo.
Questa aberrante decisione comporta un massacro senza precedenti puntualmente condotto ogni mattina da impiegati comunali presso parchi e strade con polpette
avvelenate, spesso accidentalmente ingerite da ignari cani di proprietà, che muoiono dopo terribili agonie davanti agli occhi attoniti dei loro padroni.
Ma la ferocia e la barbarie non terminano qui; oltre al veleno, e alle fucilate, si aggiungono i terribili forni crematori mobili ove gli animali vengono gettati
ancora vivi.
Questa è l’ultima macabra trovata delle autorità ucraine. Ma pratiche barbare ed indegne di una società civile si coniugano con la peggiore forma di corruzione e di
lucro da parte degli impiegati comunali.
Lo stanziamento di fondi necessario a questo scopo, viene infatti fatto sulla base di stime appositamente gonfiate da impiegati corrotti che dichiarano più animali
randagi rispetto alla realtà.
L'Aquila, la grande nevicata del 1956.
L'8 di febbraio del 1956 nevicò durante tutte le 24 ore della giornata; il 10 febbraio in città si misuravano 24 cm di neve. L' 11 ci fu un'altra intensa nevicata che durò fino al 14.
Dopo tre giorni di pausa che lasciarono campo libero al gelo: il 17 la colonna di mercurio arrivò a -18 °C.
Il freddo si fece sentire in tutta Italia; in particolare nella nostra provincia ricordiamo i -21 °C di Campotosto, i -21,5 °C di Rocca di Mezzo, i -19 di Sulmona e addirittura i -25 di Castel di
Sangro. L'intenso freddo fu il preludio ad una nuova violenta nevicata che seppellì la città dell'Aquila nei giorni del 18 e del 19, con quasi un metro di neve. Il 20 febbraio il manto nevoso
misurava in città ben 84 cm.